UN SIT IN CHE DOPO 8 MESI E MEZZO PORTA A DELLE DENUNCE E’ UN PRETESTO FUNZIONALE AI GIOCHINI CONTRORIVOLUZIONARI OCCULTI DEI TORTURATORI DEL CONTROLLO MENTALE ? CI SONO VARI MOTIVI PERCHE’ PAOLO PENSI CHE E’ COSI’.  (25-6-06)

 

SULLE MONTATURE VENEZIANE “STORICHE” DI Ferrari e Mastelloni

il 8 ottobre 2005 a Venezia si tenne un sit in con la partecipazione di vari organismi

http://www.paolodorigo.it/SITIN.htm

Oggi i compagni di Rivoluzione hanno reso noto che alcuni di loro sono tra i 10 denunciati per aver "minacciato"

con slogan i sigg.ri Barbara Della longa, mastelloni carlo e ferrari gabriele.

Se la prima era all'epoca Magistrato di sorveglianza di Venezia, il 2° e il 3° sono meno noti ai giovani di oggi, ma

negli anni 80 in particolare il primo ma pure il secondo, erano tra i magistrati (giudice istruttore e pubblico ministero, che in realtà significa accusatore per conto dello Stato) più noti per le allucinanti montature costruite con la collaborazione del notissimo ganzer giampaolo.

Da notare che queste "minacce" non furono raccolte dai media dell'epoca

Riproduco qui la notizia posta in indy dal collettivo di Rivoluzione

http://italy.indymedia.org/news/2006/06/1101243.php

Al più presto il documento originale nel sito.

Saluti comunisti

Paolo

per SRP in Veneto

RECAPITI SRP

Veneto contatti@paolodorigo.it

Milano cobasint@tiscali.it

Ravenna cobasravenna@libero.it

Taranto cobasta@libero.it

Palermo redblock@email.it

www.paolodorigo.it/prolcom.org/SRP.html

 

Ancora una volta la solidarietà di classe viene perseguitata!

comunicato del Collettivo Propaganda del foglio Rivoluzione (rivoluz@libero.it )

Ancora una volta la solidarietà di classe viene perseguitata!

Ieri sono arrivati via posta ad alcuni compagni del foglio “Rivoluzione”, del Centro Popolare Occupato Gramigna di Padova e del circolo “Tuttiinpiedi” di Mestre, dei decreti penali di condanna che prescrivono il pagamento di una multa di 760 euro, evitabile solo con la presentazione di opposizione a livello giudiziario. Il provvedimento è stato preso dal tribunale di Trento nei confronti di dieci partecipanti, provenienti da Trieste, Treviso, Padova e Mestre, al presidio svoltosi il 10 ottobre dello scorso anno davanti al tribunale di Venezia in solidarietà al perseguitato politico comunista Paolo Dorigo, allora costretto a una pesante detenzione domiciliare dopo undici anni di prigionia. Durante la manifestazione, così recita il provvedimento, i compagni “al fine di costringere i magistrati di Venezia ad adottare provvedimenti favorevoli nei confronti di Dorigo Paolo, hanno minacciato un male ingiusto nei confronti dei magistrati Barbara Della Longa del Tribunale di sorveglianza di Venezia, Gabriele Ferrari della Procura Generale della Repubblica e Carlo Mastelloni del Tribunale”. Questo “male ingiusto” sarebbe stato minacciato, sempre secondo il Tribunale di Trento, attraverso cori scanditi contro i magistrati (ad esempio “Ferrari boia”…) e con scritte murali (ad esempio “Della Longa nel canale”…), facendo sì che la nostra responsabilità “emerga agevolmente”, tanto da condannarci senza processo a 760 euro di multa per violenza e minaccia a pubblico ufficiale e danneggiamenti (le scritte murali).

E’ chiaro che questa nuovo atto di repressione è l’ennesimo squallido tentativo di attaccare penalmente la solidarietà di classe ai rivoluzionari prigionieri e, in generale, tutto il movimento comunista e antimperialista.

Grave è il fatto che lo strumento scelto sia quello del decreto penale, il quale prevede l’instaurazione del processo solo dopo opposizione, segno che la borghesia e i suoi addentellati in toga siano alla ricerca delle vie più semplici e sbrigative per perseguitare chi contrasta il loro potere. Ancora una volta, infatti, nel mirino repressivo è caduta una manifestazione pubblica, volendo costruire un teorema giudiziario basato più sulle intenzioni (le “minacce” ai giudici) che su specifici fatti che motivino la condanna. Una riproposizione in piccolo dello stesso atteggiamento tenuto dalla magistratura rispetto ai cortei di Torino dell’11 giugno 2005, di Bergamo del 12 Novembre 2005 e di Milano, l’11 marzo scorso. I giudici diventano sempre di più “politici” nelle loro decisioni, avallando la criminalizzazione di ogni forma di espressione del conflitto e della solidarietà di classe.

Politica dunque, prima che giudiziaria, può e deve essere la difesa che il movimento rivoluzionario e antimperialista oppone a questi attacchi, rivendicando fra le masse popolari la propria identità in rottura col presente assetto sociale, contrastando le infami logiche della dissociazione e dell’innocentismo, promovendo un fronte quanto più ampio possibile fra coloro che sono colpiti dalla violenza della classe dominante.

 

Resistere alla repressione borghese!

Rivendicare l’internità dei compagni prigionieri al movimento di classe!

Organizzare la solidarietà rivoluzionaria!

 

Centro Popolare Occupato “Gramigna” di Padova

Collettivo Propaganda del foglio “Rivoluzione”

 

 

CIRCA REATI ASSOCIATIVI E MONTATURE mastelloniane 

Una pagina illuminante di come si faceva "giustizia" anche senza l'aiuto di un angelo dalla longa o simili.

Utile per chi lotta contro l'uso che viene fatto dei "reati associativi" oggi e contro la loro presenza nel codice penale (il 270 fu coniato da mussolini e rocco, il 270 bis da kossiga, il 306 sempre da mussolini e rocco, il 270 ter dal moderno fascismo).

www.paolodorigo.it/antireatiassociativi.htm