L¹assemblea di Milano per un Comitato Nazionale Antifascista  del 8 aprile ha deciso:

- di dare vita a una rete antifascista nazionale (RAF) e di rilanciare la campagna per la libertà degli antifascisti arrestati a Milano, organizzando tre giorni di mobilitazione per il 23/24/25 aprile, con volantinaggi, assemblee, presidi, manifestazioni.

- di sostenere il progetto della rivista di Informazione antifascista, collaborando dalle varie sedi alla sua realizzazione e diffusione, e programmando una serie di presentazioni, orientativamente a:
Genova, Torino, Milano, Bergamo, Venezia Mestre, Ravenna - in maggio
Taranto, Potenza, Bari, Lecce - in giugno
In Sicilia Palermo, Messina e Catania - in luglio

LETTERE DA SAN VITTORE DELLE PRIGIONIERE ANTIFASCISTE ARRESTATE IL 11 MARZO E TUTTORA CARCERATE

(lette alla Assemblea Nazionale per un Comitato Nazionale Antifascista tenutasi a Milano il 8-4-2006)

5.4.06

Sono ancora qui, la situazione non si sblocca, ma continuo ad essere forte e a mantenere calma e pazienza.
Sembra che dovremo aspettare queste cazzo di elezioni prime che mandino qualcuno a casa. Siamo rimasti in 25 tra S. Vittore e Bollate.
Nel frattempo i compagni fuori ci hanno fatto avere tutto ciò che può servire qui dentro: soldi, libri, vestiti, ecc. E anche tanta solidarietà a livello ³umano², mentre sul piano politico le notizie che arrivano non sono molto confortanti.
Sembra che dopo l¹11 marzo ci siano stati molti scazzi e assemblee deliranti, per cui a quanto pare non c¹è unità nel portare avanti la campagna per la nostra scarcerazione e, soprattutto, per rivendicare i principi dell¹antifascismo che sono stati infangati come non mai, proprio in concomitanza dell¹anniversario di Dax. Questo aspetto mi sta molto a cuore perché gli ultimi tre anni sono stati scanditi da coltellate, incendi aggressioni, e molti di questi episodi li ho vissuti da vicino, per cui vedere le immagini di quella parata nazista mi ha fatto veramente rabbrividire. Poco importa se poi la magistratura si è mossa anche contro di loro, se non c¹è una capacità di intervento politico. Noi qui al femminile abbiamo tentato di stimolare un po¹ il dibattito scrivendo una lettera collettiva, per quanto non sia così semplice trovare lucidità e concentrazione qui dentro.. I momenti più sereni sono quelli che passo con le altre compagne, all¹aria o in socialità. Ma ci sono comunque belle persone anche tra le altre detenute che stiamo imparando a conoscere nonostante il via vai continuo di arresti, trasferimenti e scarcerazioni.....
Non ho intenzione di farmi scalfire da queste sbarre.
A presto in libertà.

una prigioniera  antifascista

 
 
Lettera collettiva delle compagne antifasciste detenute al femminile di San Vittore.
 
Questa lettera nasce dall'esigenza di avere notizie più dettagliate sulla situazione creatasi all'esterno dopo l'11 marzo.
Come ben sapete, nei primi giorni di carcerazione, le notizie che si ricevono dall'esterno sono frammentarie e parziali.
Abbiamo ricevuto molta solidarietà a livello "umano" e alcuni dei comunicati usciti in rete, ma d'altra parte l'informazione sugli episodi di quello strano giorno sono lasciate in pasto ai giornali che naturalmente non perdono questa grande opportunità per descriverci e stigmatizzarci come teppisti privi di ideali quando in realtà le nostre motivazioni politiche erano ben chiare e precise.
E' stata fatta una tale strumentalizzazione sulla nostra pelle a fini elettorali da far scattare meccanismi di desolidarizzazione anche qui dentro da parte di alcune detenute.
Ma se in questa fase sembra che tutti abbiano perso la memoria storica, noi continuiamo e continueremo a rivendicare che era dovere  di tutti coloro che amano la libertà , essere in piazza l'11 Marzo per opporsi all'adunata fascista.
Al di là dello svolgimento dei fatti c'era e c'è dentro di noi un forte sentimento politico, un'idea congiunta: l'ANTIFASCISMO e se la nostra carcerazione, ingiusta, può servire a qualcosa, è per rendere massa critica e consapevole quella parte di popolo che non comprende le dinamiche che hanno portato alla nostra incriminazione, che non riconosce nell'antifascismo un valore assoluto e che ci dipinge come mostri senza scrupoli.
ma se ci troviamo di fronte a una deriva del proletariato ciò è in parte anche a una mancanza di crescita del movimento che in quest'ultimi anni si è basato principalmente sull'autoreferenzialità: questa può essere una buona occasione per svoltare.
Sull'11 ci sono molte cose da chiarire e certamente avremo modo di farlo, ma non vogliamo nemmeno che quella giornata determini la fine di un percorso di anni sull'antifascismo.
Proprio perchè la situazione è molto grave sia sul piano giuridico (presente e futuro) che su quello politico, da qui dentro la sensazione che abbiamo è che non sistiano mettendo in atto adeguate risposte.
"OGNUNO DI NOI DEVE DARE QUALCOSA PER FAR SI' CHE POCHI DI NOI NON SIANO COSTRETTI A DARE TUTTO"
Questo è ciò che sentiamo: che i compagni e le compagne a noi più vicini/e stiano impazzendo nel tentativo di fare qualcosa, ma che non ci sia un coinvolgimento più ampio nel portare avanti una campagna di sensibilizzazione fatta di volantinaggi,cortei, presidi.
Cercate di capirci, non prendetela male, ma qui le uniche notizie ci arrivano da TG e avvocati, in particolare, questi ultimi, li vediamo fortemente sotto stress, per cui sarebbe opportuno creare un solido supporto legale.
Fateci sapere qualcosa: QUI E’ FACILE IMPAZZIRE!
 
A PRESTO LIBERE
LIBERE/I TUTTE/I
LIBERE/I SUBITO