Chiediamo si indaghi su tutti gli italiani possessori di auto sportive che sono andati in Brasile nell'ultimo anno solare e che magari erano conoscitori di don Ruggero Ruvoletto, nato a Galta di Vigonovo (VE) il 23 marzo 1957.

A nostro avviso chi può pensare di uccidere un missionario italiano in Brasile in odore di essere "rosso", per le sue frequentazioni, è la stessa mafia nera del golpe in Honduras di Micheletti, è la stessa mafia nera dei fascisti italiani ospiti di Spagna, Portogallo, Bolivia, Cile, Argentina, negli anni in cui in quei rispettivi paesi vi erano feroci dittature.

Chi ha fatto uccidere Ruggero Ruvoletto è certamente un boss del traffico di cocaina e di schiave e schiavi, magari ha dei ricavati dall'estrazione dell'oro in Brasile e magari vi passa alcuni mesi all'anno.

Magari sfrutta anche lavoratori immigrati-e in Italia.

Finché le Procure italiane non daranno la caccia in Italia ai mandanti degli assassini di Ruggero Ruvoletto, con la stessa attenzione con cui è stato cercato il cosiddetto "unabomber" in Friuli e Veneto Orientale, costoro potranno continuare a champagne, coca e donnicciole, e forse anche a farsi donne che non avevano alcuna intenzione di prostituirsi.

21-9-2009