L’errore in cui si incorre di dar troppo peso ad internet può derivare anche dall’esperienza personale, dalla mancanza per troppi anni di una adeguata comunicazione, certo non supportata da logiche dispendiose e provocatorie “di galera”, settarismi ed orticelli, per quanto sostenuto dai compagni maoisti italiani, ma la domanda che sovviene necessaria è QUAL’E’ PER I PROLETARI L’ERRORE DI LAVORARE IN “internet” ?

Certamente poche riflessioni di fronte alla marea di autoreferenzialità dominante e di siti specialistici e specializzati dove si fingono eguali opportunità tra momenti di comunicazione del movimento e livelli della borghesia e del potere nei suoi vari aspetti.

Secondo me l’errore principale sta nella possibilità della velocità delle informazioni che viaggiano ovunque, senza considerazione del fatto che chi ha progettato (USA, Difesa) la rete e chi ha poi dettato le “regole”, ha previsto alcuni concetti:

In realtà, come si può capire tutti questi concetti, per non dire delle leggi come quella prodotta dall’ex piccolo duce un anno fa ad agosto di schedatura di tutti gli utenti internet (come quella di dover dare i documenti per un numero di telefono non fisso), non hanno nulla a che vedere con la democrazia e la libertà, dovendo ammettere le “polizie antiterroriste” che se vogliono sapere a chi appartiene un numero lo potrebbero sapere lo stesso senza difficoltà nell’ambito dei loro strumenti incredibilmente, questi sì, illeciti, di intercettazione.

E questo tanto più se si pensa al fatto ed al pericolo per gli Individui, per le Persone, dato dal fatto che privati, dietro o meno compenso, possono sapere in ogni attimo informazioni private e forse anche intime e cerebrali, dalla sola intercettazione degli apparecchi cellulari, che, essa stessa, non è possibile solo alle “polizie antiterroriste”.

Paolo Dorigo

30-10-2006