ANSA 16-4-2005

PERQUISIZIONI E AVVISI A CC NAPOLI, COINVOLTI ANCHE UFFICIALI

NAPOLI - Diversi carabinieri, tra i quali anche alcuni ufficiali, sono indagati in una inchiesta condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Al momento, a quanto si e' appreso, sono stati notificati una decina di inviti a presentarsi per ipotesi di reato che vanno dalla corruzione al falso, al favoreggiamento aggravato a vantaggio di un clan camorristico e abuso di ufficio. Sono in atto anche alcune perquisizioni, compresa la caserma dei carabinieri di Pozzuoli che sarebbe pesantemente coinvolta nell'inchiesta.

I provvedimenti sono stati firmati dai pm della Dda Antonio Ardituro e Raffaele Marino e dal sostituto Antonio D'Alessio. Le indagini sarebbero estese anche in altre localita' d'Italia. Gli inviti a presentarsi sono in tutto 14. Dalle indagini sarebbero emersi, tra l'altro, favori ad alcuni esponenti della camorra flegrea in cambio di regali.

I reati ipotizzati dai pm sono di corruzione, falso, abuso di ufficio e favoreggiamento, aggravati dall' articolo 7 della legge 203/91 (per aver cioe' agevolato l' attivita' del clan camorristico Beneduce-Longobardi). Gli inviti a presentarsi sono stati notificati al generale di corpo d'armata Sabato Palazzo, ex comandante interregionale a Napoli; al colonnello medico Michele Giordano; al maggiore Ruggiero Capodivento, ex comandante della compagnia di Pozzuoli; al capitano Rocco Italiano, comandante della compagnia di Pozzuoli; al capitano Francesco Sessa, comandante del Nucleo operativo della compagnia di Pozzuoli; al maresciallo Pasquale Esposito, comandante della stazione di Pozzuoli; al brigadiere Raffaele Uccello, in servizio nella stazione di Pozzuoli; al maresciallo Carmine Palmieri in servizio alla sezione di pg della Procura della Repubblica; al colonnello Pasquale Di Simio, ex aiutante di campo del gen. Palazzo; al maresciallo Aldo Diaferia, in servizio alla stazione di Pozzuoli, e al vicequestore Michele Carlino. Gli altri due destinatari sono Giuseppe Del Giudice, ritenuto affiliato al clan Beneduce, e Schiano Di Zenise, che avrebbe ricevuto favori in relazione a un abuso edilizio.