Linkato da www.associazionevittimearmielettroniche-mentali.org, www.anarchaos.it  

INFAMI COINCIDENZE: GLI INSULTI DI 2 ANNI HANNO RIGUARDATO LA TORTURA TECNOLOGICA?

di Michele Fabiani

Con questo articolo vorrei parlare di una brutta storia che ormai va avanti da alcuni anni e che a questo punto vale la pena rielaborare.
Da due anni sono "vittima" (vittima è sicuramente un termine esagerato, ci sono persone che hanno subito ben di peggio nella loro vita, non me ne vengono in mente altri però) di una ripetuta serie di insulti da personaggi non precisamente individuati cha a me sembra abbiano un comune filo conduttore.
Si tratta di episodi non "reali", bensì "virtuali" che si sono verificati in internet. Non ho mai ricevuto accuse di questo tipo in occasione di manifestazioni, dibattiti, conferenze e riunioni, si è sempre trattato di anonimi personaggi della rete.
Questo ridimensiona certamente la gravità di quanto accaduto. In tutta sincerità io non do molto valore, solitamente, a quanto si dice in forum, chat e altri luoghi di discussione virtuale: per me parlare, o meglio chiacchierare, in un forum è come farlo in un bar tra amici, senza nessuna pretesa di cambiare il mondo; l'utilità di queste discussioni, sia in un forum in internet sia in un bar, è quella di "sondare" le opinioni della gente, intervenire e contribuire a sviluppare una certa coscenza su variegati argomenti.
Quando ci si manda reciprocamente a quel paese, in un forum come al bar, il giorno dopo si è già fatta pace e si è già tornati a bere insieme.
Quello che rende gravi invece una derminata serie di insulti che si sono susseguiti negli ultimi due anni, e che ora elencherò con precisione, è il probabile legame con le battaglie che sto combattando al fianco dell' "Associazione Vittime armi elettroniche-mentali"(AVae-m) al fine di aiutare alcuni dei 25 casi di tortura tecnologica a uscire finalmente a galla.
Queste forme di tortura vengono applicate con mezzi ad alta tecnologia, mezzi che nella coscienza comune sono considerati fantascientifici: ci sono persone che fanno parte dell'AVae-m che affermano di essere vittima di controllo mentale tramite microchip, o di tentativi di microintrusione, o percepiscono scosse elettriche. Non si tratta di allucinzazioni, ancor prima che i dati empirici ci sono due ragioni logiche che dimostrano la possibilità di queste forme di tortura:
1) Bill Clinton nel 1995 ha ammesso che la CIA è in grado di controllare il cervello umano, ha anche chiesto scusa alle vittime e promesso che episodi del genere non si sarebbero mai più verificati.
2) Solo in Italia hanno aderito neanche in un anno all'AVae-m 25 persone, raccolte solo tramite l'uso del sito www.associazionevittimearmielettroniche-mentali.org/. Ammesso e non concesso che ci fossero degli "allucinati", dei pazzi, comunque è statisticamente impossibile che nessuno di questi casi siano veri.
Ci sono poi moltissime prove, immagini di lastre, foto e documenti pubblicati nel sito che dimostrano la veridicità di moltissimi casi.
Vorrei ricordare che l'AVae-m è nata nel settembre 2005 per opera di Paolo Dorigo, un compagno comunista condannato ingiustamente a 13 anni di carcere per un'azione di resistenza diretta contro la basa militare americana di Aviano nel 1993, azione della quale Paolo si è sempre dichiarato innocente. Il processo subito da Paolo si svolse in maniera del tutto illegale secondo le stesse norme della "giustizia" borghese, infatti dal 1998 la Commissione Europea dai diritti dell'uomo intimò al governo italiano di liberare il prigioniero comunista e di rifare il processo, la difesa di Dorigo non ebbe infatti il diritto di controinterrogare il pentito che lo accusava. Malgrado i continui richiami delle istituzioni europee Paolo verrà scarcerato e trasferito ai domiciliari solo nel marzo 2005 e la sua pena è stata definitivamente sospesa da pochi mesi.
Dorigo afferma di essere vittima di tortura tecnologica dal 2002, Paolo sentiva in carcere delle voci che lo invitavano a pentirsi e a confessare, la sua convinzione è che gli siano stati impiantati dei chip nel 1996 durante un'operazione chilurgica. Il sito dell'AVae-m ha recentemente pubblicato delle lastre con evidenti corpi estranei nella sua scatola cranica, corpi che nessun medico ha voluto diagnosticare (ma che secondo alcuni informalmente potrebbero trattarsi semplicemente di calcificazioni, mentre altri spaventati hanno anche affermato di essere "padri di famiglia" e non volersi immischiare in certe storie).
A parte Dorigo, tutti gli altri aderenti all'AVae-m sono incensurati, si tratta spesso di donne sole, di impiegati, ma anche di coppie di coniugi.
Io ho conosciuto Dorigo tramite i comunicati di Trupiano al sito www.anarcotico.net, sito che proprio in questi giorni ha deciso di chiudere.
Mentre era rinchiuso nel carcere di Spoleto (la mia città) abbiamo avuto numerosi contatti epistolari a partire dall'estate 2004 e ho partecipato in prima persona alle battaglie di supporto del comitato "Dorigo libero" a Spoleto.
Proprio nell'estate 2004 la storia di Dorigo e successivamente la storia delle vittime di tortura tecnologica, si intreccia con la mia personale esperienza.
Chiaramente quello che ha subito Paolo e quello che hanno subito e subiscono tutte le vittime di queste assurde forme di violenza non è minimamente paragonabile alla banalità degli attacchi scritti nei miei confronti, pertanto io non ho nessuna intenzione di fare la vittima, riconosco che nel mondo ci sono ben altre vittime. Come dicevo sopra, questi insulti in internet continuano da due anni e si rinnovano ogni volta che mi permetto di dare un contibuto alla lotta dell'AVae-m. Così ora ho finalmente deciso di fare il punto della situazione.
I primi episodi si sono verificati proprio nella calda estate 2004. Paolo aveva dato vita ad una forma di protesta molto dura, un eroico sciopero della fame durato due mesi, interrotto nell'agosto e ripreso ancora per più di due mesi in autunno.
Mentre a Spoleto cercavamo di dare il massimo del supporto a questa lotta, con quotidiani comunicati ai giornali locali e nazionali, con 5 manifestazioni sotto il carcere di Spoleto e 3 sotto il tribunale di Perugia, con azioni dirette che sono anche arrivate ad interrompere il Festiva dei Due Mondi, proprio in quei giorni si sono verificati i primi episodi offensivi di anonimi personaggi della rete internet.
In questi due anni le offese che secondo me riguardano il mio contributo di supporto alle vittime di tortura tecnologica sono identificabili intorno a delle determinate accuse:
1) Poiché sono figlio del segretario spoletino del PRC non ho diritto ad essere anarchico e a lottare contro il carere e la tortura.
2) Poiché mi sono rifiutato di cacciare esponenti del Campo Antimperialista dalle manifestazioni, poiché ho accettato l'invito come ad una conferenza del Campo sul tema "comunismo e anarchia", poiché ho contribuito al finanziamento della Resistenza Irachena, allora vengo qualificato come un nazi-maoista, un anarco-fascista, o altre aeree politiche geneticamente modificate.
3) Poiché mi firmo sempre con il mio nome e cognome senza subirne conseguenze, vengo dunque qualificato come un personaggio "losco".
4) Poiché ho in alcuni casi commentato e talvolta ammirato le azioni dirette di alcuni gruppi anarchici, in particolare la Federazione Anarchica Informale, senza finire mai in galera sarei un infame o un amico dei servizi segreti.
Ormai sono sempre le stesse quattro accuse, che per quanto fisicamente inoffensive e virtuali, mi hanno ormai stressato e nauseato e ho assolutamente l'intezione di rispondere una volta per tutte:
1) Non è certamente mia la "colpa" di essere figlio di un militante del PRC, come è noto, o dovrebbe esserlo, i genitori non si scelgono. Da parte mia ho la coscienza assolutamente in ordine, poiché non ho mai partecipato ai riti delle istituzioni, ho sempre rifiutato fino ad ora di andare a votare e non ho mai avuto tessere di partito. Dal punto di vista personale non ho nulla da vergognarmi, come invece sostenevano su indymedia nel 2004, in quanto mio padre è una splendida persona che mia ha crescuto in un ambiente assolutamente libertario e in totale assenza di morali o schifezze varie della cultura borghese italiana.
2) Il mio spirito anarchico mi impedisce di assumere atteggiamenti autoritari e non mi sono mai permesso di cacciare nessuno da nessuna manifestazione. Mi ritengo libero di partecipire, come e quando voglio, a qualsiasi dibattito politico, teorico, filosofico, ecc. Sono incondizionatamente al fianco degli oppressi, delle resistenze popolari in tutto il mondo; l'anarchia non è un prodotto da esportare, come per Bush la democrazia, l'anarchia è una scelta libera degli oppressi: se chi subisce un bombardamento, un'occupazione militare, uno sfruttamento coloniale, sceglie strade di redenzione non anarchiche, non per questo noi dobbiamo rinunciare elitariamente al loro sostegno e pretendere astrattamente che essi rinuncino alle loro tradizioni e religioni. La liberazione da una cultura reazionaria non può essere una costrizione, ma una scelta rivoluzionaria, non è accettabile il riccatto fatto agli iracheni e ai palestinesi dalla sinistra italiana "o rinunciate all'integralismo, o non vi appoggiamo".
3) Io mi firmo Michele Fabiani perché non ho nulla da nascondere. Il mio amore per la filosofia, il mio impegno politico, il mio tentativo di aiuto nei confronti di chi subisce la tortura tecnologica sono attività di cui sono orgoioso e che intendo continuare a svolgere alla luce del sole. Anonimo è invece chi mi insulta ogni qual volta tento di scoperchiare qualche situazione scomoda.
4) Io non ho mai fatto propaganda per gruppi rivoluzionari ne ho mai fatto apologia delle loro azioni. In particolare per quanto riguarda la Federazione Anarchica Informale i mie unici scritti sono stati pubblicati su Il Rivoluzionario n°9 (Il Rivoluzionario num 9) e su Il Rivoluzionario Ultimo Numero (Il Rivoluzionario ultimo numero). In nessuno dei due articoli scrivo quanto mi viene accusato. In un forum, come al bar, io mi ritrovo tra amici e chiachciero di ciò che accade. Può dunque capitare che in queste discussioni si parli di alcuni recenti azioni dirette e che le si commenti con entusiasmo. Tutto quì.
Come si può osservare nessuna delle offese che subisco riguardano esplicitamente la tortura tecnologica, anzi da parte di chi mi offende si cerca sempre di non parlare di questo aspetto. Anzi spesso su alcuni punti le posizioni mie e quelli di Dorigo e dell'AVae-m non coincidono, come ad esempio il caso del Campo Antimperialista.
Eppure questi messaggi offensivi vengono pubblicati sempre e soltanto nei momenti di massimo impegno personale su questo fronte, il loro scopo è semplicemente quello di screditarmi: le offese su mio padre sono iniziate su indymedia nell'estate 2004 durante lo sciopero della fame di Dorigo e le nostre battaglie di supporto a Spoleto, le accuse di collisione col Campo Antimperialista si sono verificate durante la scarcerazione di Paolo ai domiciliari, infine ora che sto aiutando Maurizio Bassetti a denunciare quanto gli accade escono fuori sul forum "anarchico" di Contropotere i messeggi di chi mi vorrebbe in galera e si lamenta del mio uso limpido di nome e cognome.
Anche questo infatti è un momento di grande impegno personale. Ho intervistato per il sito www.anarchaos.it Maurizio Bassetti (ntervista a maurizio bassetti), ex economo di Montecitorio che a suo tempo denunciò gravi illeciti e per questo ora viene torturato con gli ultrasuoni. Gli ultrasuoni sono degli strumenti comunemente utilizzati come pistole scaccia cani, in ospedale per scioglere i calcoli e nell metropoli per cacciare gli strormi di piccioni. Maurizio Bassetti dopo ripetute violenze, sabottaggi e furti dal 2001 ha anche cominciato a sentire queste forti scosse.
L'intervista ha avuto un grande successo all'interno del movimento, anche se è stata ignorata dalla grande stampa, e lo scandalo sta avendo degli sviluppi molto pericolosi per i potenti della politica italiana.
Solo poche settimane dopo la pubblicazione dell'intervista, sempre grazie all'ospitalità di www.anarchaos.it, è stato aggiunto un importante appunto dove si precisava le responsabilità del Presidente della Repubblica Napolitano e del suo fido collaboratore Marra, che all'epoca delle denunce di Maurizio erano rispettivamente Presidente e Direttore della Camera dei Deputati( appunti all' intervista bassetti) . Napolitano avvrebbe addirittura affermato che il PDS avrebbe perso un milione di voti se lo scandalo dei palazzi fatiscenti fosse emerso.
Non solo, sempre dopo pochi giorni, ricevo un'e-mail di un dipendente di Montecitorio che afferma di aver conosciuto Bassetti e di aver collaborato indirettamente alle sue denunce. Vengono fatti altri nomi in particolare Francesco Colucci, indagato per tangentopoli e ora, con Bertinotti Presidente, commissario alla Camera(appunti all'intervista bassetti).
Insomma si sta sviluppando un grande scandalo che coninvolge le più alte cariche dello stato, da Bertinotti a Napolitano.
Non solo: vengono contattato da una coppia di coniugi che affermano di subire la stessa tortura di Bassetti, li metto in contatto con l'AVae-m e mi chiedono di scrivere un articolo su di loro purché si mantenga l'anonimato e lo possano leggere prima di un'eventuale pubblicazione.
Inoltre sto lavorando ad un dossier sulla tortura tecnologica in italia.
Alla luce di questi eventi, gli insulti gratuiti subiti in internet assumono un loro senso.

Michele Fabiani

michele@anarchaos.it

 

 

Diffondo volentieri come AVae-m questa mail di Michele esprimendogli la mia amicizia e solidarietà per ciò che sin dal 2004 anche i carcerieri di Spoleto han mosso contro di lui.

Circa il Campo Antimperialista la questione non si pone in termini di "posizione politica" ma di altro, tra l'altro è curioso come nel luglio 2004 durante lo sdf, scrissi un documento solidale rispetto a loro, che redassi con troppa fretta per essere farina del mio sacco. Rispetto a questo feci autocritica riconoscendomi nella posizione espressa in http://www.paolodorigo.it/pc-mumbairesistance/MR2004_8.gif appena potei, ai domiciliari, rivedere con meno sofferenza di tortura tecnologica, alcuni episodi spoletini (luglio 2004-gennaio 2005).

Saluti cari

contatti@paolodorigo.it