Pagina Lista
Trupiano in www.paolodorigo.it
Ho accettato
questo incarico pochi giorni fa, ad estradizione, almeno virtualmente, già
concessa.
Questa la
successione dei fatti, tutta documentata.
Rosario Imperiale, cittadino italiano nato in provincia di Salerno nel 1974, ancora
tre esami e poi la lurea in medicina e chirurgia, ma residente da anni in
Napoli alla via C. Rosaroll, nel giugno del 1999 scopre, e denuncia il fatto ai
Carabinieri, che ignoti avevano forzato la propria cassetta postale e si erano
appropriati di fatture commerciali, tra cui una bolletta telefonica. Dopo
qualche giorno cominciò a ricevere bollettini postali di pagamenti rateali per
presunti acquisti presso diversi esercizi commerciali. Segue nuova denuncia.
Nel novembre del 2002, ancora ignoti fecero irruzione nella predetta sua
abitazione, impossessandosi anche di alcuni documenti di identità ed estratti
conto bancari. Segue ulteriore denuncia.
Da premettere
che Imperiale è da sempre studioso del mondo arabo ed islamico in particolare,
verso cui non ha mai nascosto la sua simpatia. Da qui nasce la sua forte
amicizia con un giovane medico tunisino, tale Wissen H'Tira che da anni viveva
e lavorava a Londra, col quale Imperiale riesce a provare di aver
avuto un ultimo incontro in Napoli in data 28 ottobre 2002, proprio nella
stessa data, come apprenderà in seguito, in cui la Pubblica Accusa inglese gli
contesterà di essere stato a Londra ed aver effettuato numerose transazioni
bancarie illecite.
Subito dopo tale
data il medico tunisino scompare letteralmente, salvo farsi vivo con l'amico
italiano nel febbraio del 2003, allorquando lo invita in Tunisia in quanto lo
notizia che gli era capitato qualcosa di molto grave, tale da indurlo a non
tornare più in Inghilterra. Incontratisi i due a Monastir (Tunisia), confida
all'amico italiano di essere stato catturato a Londra da da alcuni poliziotti
statunitensi, di essere stato imbarcato su un volo con destinazione verso una
prigione popolata da detenuti di lingua araba. Il viaggio avvene con altri due
nordafricani minuti di passaporto britannico, anche loro letteralmente rapiti.
Durante il suo soggiorno in carcere Wissen subisce angherie, umiliazioni e
violenze inenerrabili, il tutto finalizzato a fargli rendere dichiarazioni
accusatorie nei confronti di presunti terroristi operanti nel Regno Unito. Poi
il suo rilascio, Wissen non riesce a ricostruire con esattezza il posto (la
nazione) in cui è stato incarcerato, anche perchè è stato tenuto quasi sempre incappucciato.
Ricorda che il volo è durato molte ore, si dimostra ancora terrorizzato,
visibilmente provato anche nel fisico, riferisce all'amico che venne rimesso in
libertà, riportato a Londra, in quanto nei suoi confronti non era emerso alcun
indizio di colpevolezza. In buona sostanza, e con ogni probabilità, c'era stato
uno scambio di persona.
Fu allora che
Imperiale si rivolse ad un suo amico giornalista, Robert Wightman, che lavorava
per il quotidiano Daily Mirror. Questi inizialmente era entusiasta di
denunciare pubblicamente questa turpe storia, forte anche della disponibilità
del tunisino a farsi intervistare, nonchè della collaborazione anche del Prof.
Hamad Redissi, docente di scienze politiche presso l'Università di Tunisi,
profondo studio dei rapporti e della spaccatura fra Islam ed Occidente, il
quale fornì utili informazioni su casi simili a quello di Wissen e di cui era
venuto a conoscenza.
Senonchè, anche
il giornalista inglese esce di scena facendo perdere ogni contatto.
In Tunisia,
Imperiale fu suo malgrado trattenuto per quattro mesi, nel corso dei quali fu
sottoposto ad estenuanti interrogatori parte delle locali autorità. La domanda
più frequente era se avesse avuto o meno rapporti con ebrei e che voli di linea
normalmente usasse. Alla fine, rivoltosi all'Ambasciata italiana, riuscì a
tornare in Italia.
Nel frattempo,
ed a sua insaputa, la pubblica accusa inglese aveva già chiesto ed ottenuto nei
confronti di Rosario Imperiale un ordine di carcerazione dove gli venivano
contestati i reati di associazione a delinquere finalizzato al riciclaggio
internazionale di denaro di illecita provenienza. Ad Imperiale venivano
contestate decine e decine di transazioni bancarie fatte sotto altro nome, ma
non venivano riportate con esattezza nè la sua data di nascista, nè il suo
codice fiscale!
Stesso reato
è stato contestato a suo fratello Angelo Imperiale, noto commercialista in quel
di Eboli, la cui richiesta di estradizione è stata rigettata lo scorso 21
febbraio dalla Corte di Appello di Salerno.
Quella avanzata
nei confronti di Rosario Imperiale, viceversa, sta seguendo il suo iter presso
il Giudici dell'8° Sezione della Corte di Appello di Napoli, i quali, come è
noto, non possono entrare nel merito della vicenda, ma debbono limitarsi ad
appurare la regolarità formale della richiesta.
Rosario
Imperiale è ora detenuto presso il carcere di Poggioreale in attesa della
decisione.
Da qui il suo
appello a non scomparire nel nulla. Egli è infatti certo che se estradato,
subirà la stessa sorte del suo amico tunisino. Egli è vittima di un colossale
equivoco che prende spunto proprio dal furto e dalla contraffazione dei suoi
documenti personali, e si trova, pertanto, vittima di un meccanismo più grande
di lui.
Il difensore.
Avv. Vittorio
Trupiano