PENSI SOLO AGLI AFFARI DELLA SUA CITTA’

La sindaco di Genova Marta Vincenzi (Pd quota DS) - sulla “Gazzetta del Lunedì” del 29 ottobre, a pagina 12 nel pezzo a firma Monica Zunino - afferma che «va bene investire sul progetto (lo spostamento dell’aeroporto di Sestri Ponente su un’isola artificiale per fare posto all’allargamento del porto e la contemporanea realizzazione di un nuovo terminal per contenitori nella stessa area, n.d.a.) a patto che contemporaneamente decolli il Terzo valico ferroviario (la linea ad alta capacità Genova-Tortona)».

L’ex barista confonde clamorosamente le attribuzioni che le sono proprie: ella, infatti, continua a spingere per la realizzazione del terzo traforo sotto i Giovi, pur sapendo che non ha alcun potere decisionale in tal senso: semmai chi potrebbe spingere è la Regione Liguria, non un solo Comune!

Per favorire gli imprenditori di area Pd (in particolare Marcellino Gavio) e permettere loro di fare sempre più soldi sulla pelle delle popolazioni delle zone interessate dal faraonico progetto, che sarebbero colpite in maniera irreversibile dai danni provocati dal passaggio del treno veloce nel loro territorio (a questo proposito si vedano le conseguenze patite dal sistema idrogeologico della zona del Mugello, sulla direttrice della linea ad alta velocità Bologna-Firenze-Roma, dove molti paesi sono rimasti senza falde acquifere di cui usufruire, e sono approvvigionati da autobotti), la sindaco boccia persino il progetto del retroporto a Rivalta Scrivia, in provincia di Alessandria (ma cosa ci azzecca lei con Alessandria?), insistendo per avere a Tortona - la città dove vive Gavio - il terminal merci.

Resta solo una perplessità: perché non dice chiaramente che tutte queste manovre sono fatte unicamente ‘pro domo propria’, intesa come parte politica, e continua a spacciare la TAC Genova-Tortona per la TAV Genova-Milano?  La signora Vincenzi faccia gli affari di Genova, per il resto del territorio nazionale lasci l’incombenza a chi di dovere.

Stefano Ghio

Torino,29 ottobre 2007

 

(Ovvero il pensiero di Marta)